Vietato vietarli !!!

Meticolosamente addestrato l'uomo può diventare il miglior amico del cane.  (Ford)

"Le norme del regolamento condominiale non possono vietare di possedere o detenere animali da compagnia" - Art.16 della Legge 220/12 ad integrazione dell'art. 1138 del Codice Civile.

 

FINALMENTE !! ... è stato riconosciuto un vero e proprio diritto soggettivo all'animale da compagnia nell'ambito dell'attuale ordinamento giuridico, e questo in base ad un'interpretazione evolutiva che vede l'animale non più come una "cosa", ma riconosciuto come "essere senziente", quindi il cane, come anche il gatto devono essere considerati membri della famiglia.

Nessun regolamento condominiale può più vietare la presenza di animali ne' all'interno dei singoli appartamenti e neppure negli spazi comuni. Ovviamente da parte dei proprietari vi è l'obbligo di preoccuparsi che i propri pet non sporchino, non danneggino le proprietà altrui o condominiali e che non rechino disturbo. L'articolo è rivolto a qualsiasi tipo di animale domestico (pesci, criceti, canarini, conigli etc etc) però è facile immaginare che, se per alcuni di essi non sorgano particolari problemi di gestione, le cose cambiano se si ha a che fare con un cane o con un gatto. In questi casi il problema è di "educazione" ... non solo dell'animale, ma anche del proprietario, il quale non è certo esonerato dagli obblighi che comporta la vita con un quattro zampe.

Rumori molesti, danneggiamenti, condotte che deturpano o imbrattano sono comunque sanzionabili ai sensi dell'art. 635 o 639 del codice penale, inoltre non decade l'obbligo di ripulire laddove l'animale dovesse eventualmente sporcare, o risarcire eventuali danni provocati dal proprio fido/micio. Segnaliamo alcune tra le regole più importanti:

  • è vietato per i padroni lasciare liberi gli animali negli spazi comuni senza le dovute cautele
  • i proprietari degli animali debbono comportarsi in modo tale da non ledere o nuocere alla quiete e all'igiene degli altri conviventi dello stabile
  • il condominio e tutti i condomini in esso presenti, in caso di rumori molesti o di odori sgradevoli, possono richiedere l'allontanamento dell'animale dall'abitazione in base all'art. 700 del Codice di procedura civile.
  • nel caso di immissioni rumorose è possibile ipotizzare, purchè e sussistano le condizioni, il reato di "disturbo del riposo delle persone"
  • gli animali non possono essere abbandonati per lungo tempo sul balcone o nelle abitazioni perchè si potrebbe ipotizzare il reato di "omessa custodia" (art. 672 del Codice Penale)

 

Unica deroga a questa legge è in caso di affittuari, infatti il contratto di affitto, essendo di natura privata, permette al locatore di inserire una clausula specifica di divieto e una volta apposta la firma per accettazione, diventa vincolante.

<<La rimozione dei divieti che rendono difficile la convivenza con i quattro zampe - commenta Ilaria Innocenti, responsabile del settore cani e gatti per la Lega antivivisezione (LAV), una delle associazioni che più di è battuta per l'introduzione delle nuove norme nell'ordinamento italiano - è importante anche per la prevenzione del reato di abbandono di animali. Agevolare l'ingresso nelle case di cani e gatti può essere un incentivo ad accogliere in famiglia un animale, meglio se adottato da un canile. Salutiamo con entusiasmo la nuova norma che tutela gli animali nei condomini, da noi fortemente voluta, segnale di una relazione più consapevole con gli animali non umani>>

Il fenomeno degli abbandoni, tuttavia, è ancora piuttosto diffuso. Da un lato perchè spesso non c'è la giusta consapevolezza dell'impegno che comporta la gestione di un cane o di un gatto. Dall'altro perchè in molti vedono le limitazioni all'accesso dei "pet", ancora in vigore in molti luoghi pubblici, come un problema insormontabile. In realtà non è così, e molti proprietari di animali che abitualmente vanno in vacanza con i propri amici pelosetti lo sanno bene: basta organizzarsi e scegliere con criterio e si trovano alberghi e spiagge dove gli animali sono ammessi. Tuttavia, secondo la Lav, i tempi sono maturi per un ulteriore passo avanti: ecco perchè parte una nuova campagna per riformare la legge 281/91 (quella sulla tutela degli animali di affezione e prevenzione del randagismo), prevedono ad esempio il libero accesso di cani e gatti in tutti i luoghi pubblici e strutture turistiche o detrazioni fiscali su cibo e spese veterinarie per chi adotta un cane o un gatto. E perfino l'inserimento del cucciolo nello stato di famiglia. <<Oltre ad essere un reato - sottolinea ancora Ilaria Innocenti - l'abbandono porta ad un dispendio di soldi pubblici che ricade sull'intera collettività: considerando che per ogni cane ospitato in canile ogni Comune paga circa 1000 euro l'anno e che nei canili ci sono circa 150 mila animali, le proporzioni del fenomeno sono evidenti>>

 

Si ringraziano i seguenti comune per il contributo e l'aiuto che ci forniscono

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