Parliamo il canese

Chiamarlo cane non sembra fargli giustizia, sebbene ammetto che in apparenza lo fosse in tutto, avendo quattro zampe, una coda e abbaiava. Ma per quelli che lo conoscevano bene era un perfetto gentiluomo  (Hermione Gincold - 1897/1987)

Il rapporto cane-padrone, argomento al quale il CSA di Arceto ha dedicato uno dei suoi passati calendari, ed esattamente quello del 2011, non comprende solo il gioco, ma anche e soprattutto la comunicazione. Vi vogliamo riproporre le rubriche che avevano caratterizzato diversi mesi, sperando possano esservi di aiuto per capire il vostro cane e farvi capire meglio da lui.

 

COMUNICAZIONE TATTILE

L'uomo spesso dedica attenzione al proprio cane con carezze, pacche, abbracci non pensando che ogni volta gli sta comunicando qualcosa. Infatti ogni tipo di manipolazione ha un preciso significato:

  1. le carezze lente, a mano aperta, lungo il fianco del cane trasmettono calma e rilassamento
  2. le pacche energiche invece hanno l'effetto opposto, provocando eccitamento e maggiore attivazione.

Mai cercare di accarezzare un cane sconosciuto avvicinando la mano da sopra la testa. Un cane può infatti sentirsi minacciato da una mano che arriva dall'alto e può cercare di difendersi mordendo.

Bisogna invece farsi annusare la mano e, se il cane si mostra socievole, accarezzarlo sotto il muso o sul lato.

Un atteggiamento da evitare è l'abbraccio, anche se molti cani hanno imparato a capire che per noi rappresenta un segnale di affetto, nel loro linguaggio ha un significato di sfida e di dominanza, quindi è bene osservare se il nostro amico ne è infastidito, e soprattutto evitaimolo con cani che non conosciamo.

LA CODA 

I cani non parlano, e buona parte della loro comunicazione avviene attraverso la postura del loro corpo. Vediamo, ad esempio, i significati che possono avere le diverse posizioni della coda:

Coda orizzontale, puntata indietro, ma non rigida: è un segnale di attenzione traducibile con "Sta per succedere qualcosa di interessante", non c'è minaccia.

Coda orizzontale, puntata indietro e rigida: la rigidità indica un elemento di aggressività traducibile con "Vediamo di stabilire chi è il capo qui". Può rappresentare un rituale di saluto prudente nei confronti di un estraneo.

Coda alta, leggermente incurvata sul dorso: è l'espressione di un cane sicuro di sè traducibile con "Io sono il capo"

Coda più bassa della linea orizzontale, ma distante dalle zampe: è il segnale inviato da un cane tranquillo, senza preoccupazioni e significa proprio "Sono rilassato, va tutto bene"

Coda bassa vicino alle zampe posteriori, scodinzolio lento non ampio e zampe dritte: il cane ci sta esprimento un disagio fisico o mentale dicendoci "Non mi sento tanto bene"  "Sono un po' depresso"

Coda bassa vicino alle zampe posteriori e zampe piegate: questa posizione esprime un certo grado di timidezza e sottomissione, ci sta infatti dicendo "Mi sento un po' insicuro"

Coda infilata tra le zampe posteriori: più la coda si abbassa, più l'animale passa dall'apprensione alla paura e in questo modo ci dice proprio "Sono impaurito!"

LA PAROLA ALL'UOMO

Per ogni proprietario di cane risulta naturale "parlare" al proprio amico a 4 zampe, il quale diventa molto bravo nel capire il significato di molti suoni (parole) che non appartengono al suo linguaggio. Ma molti forse non sanno che un ruolo fondamentale nella comunicazione è dato anche da "come" diciamo le cose, ossia dal tono della voce, dal volume e dai tempi di durata e di pausa del nostro parlato.

Tutto questo rappresenta la comunicazione coverbale che può quindi risultare tranquillizzante, oppure può spaventare e inibire, può preoccupare o anche irritare il nostro cane.

Vediamo alcuni esempi:

  • suoni acuti: indicano eccitazione o spavento
  • suoni gravi: indicano autorità, minaccia, aggressione
  • suoni brevi ripetuti: incoraggiano un'azione
  • suono unico breve: esplosivo serve a bloccare un'azione
  • suono unico lungo: serve a tranquillizzare o rallentare un'azione

MUOVERSI IN AMICIZIA

L'importanza che il cane da alla postura del corpo nella comunicazione con i suoi simili, è la stessa anche nei confronti degli umani. Il modo in cui ci muoviamo, la velocità con cui lo facciamo e le posizioni che assumiamo trasmettono significati ben precisi ai nostri fedeli amici.

Vediamo cosa fare e cosa evitare per trasmettere amicizia:

NO

Evitiamo la posizione del busto inclinato in avanti perchè per il cane tale approccio risulta dominante e minaccioso.

Evitiamo di avvicinarci in modo diretto e frontale al cane, anche questo è un tipo di approccio minaccioso.

Evitiamo, in particolare con cani sconosciuti, di fissarli in modo diretto e continuo negli occhi. Per loro rappresenta una provocazione e una sfida.

SI'

Manteniamo piuttosto una posizione verticale e neutra, oppure chiniamoci offrendo il fianco.

Per avere un approccio amichevole, avviciniamoci con traiettoria indiretta (compiendo una curva), aggirandolo e offrendo il fianco.

Interrompiamo il nostro sguardo voltandolo o abbassandolo, è un gesto di pacificazione che serve a comunicare la natura amichevole delle nostre intenzioni.

SEGNALI CALMANTI

I cani ci "parlano" e per farlo usano una varietà di segnali che ci trasmettono con i movimenti del loro corpo, del muso, delle orecchie, con suoni, movimenti ed espressioni.

Tra le espressioni più importanti ed utili da conoscere esistono i "segnali calmanti". Spesso i nostri amici a 4 zampe vi ricorrono per prevenire conflitti, evitare minacce da parte di uomini o altri cani, placare paure e nervosismo, per calmarsi quando si sentono a disagio, stressati o per rassicurare gli altri sulle loro benevoli intenzioni.

Quindi per capire il significato di questi comportamenti bisogna sempre osservare in quale situazione si manifestano.

I segnali calmanti più comuni sono:

  1. guardare lontano altrove
  2. girare la testa
  3. girarsi mostrando il lato o la schiena
  4. leccarsi il naso
  5. muoversi molto lentamente o immobilizzarsi
  6. sbadigliare
  7. inchinarsi - invito al gioco
  8. sdraiarsi
  9. annusare per terra
  10. alzare la zampa
  11. grattarsi, spulciarsi o leccarsi
  12. socchiudere gli occhi

Si ringraziano i seguenti comune per il contributo e l'aiuto che ci forniscono

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